I pregiudizi cognitivi: cosa sono e come ci influenzano



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Salute e Psiche

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Cosa sono e come i pregiudizi cognitivi influenzano il modo in cui pensiamo e agiamo. Eccone i 13 più comuni, per conoscerli e tentare di evitarli.


La distorsione cognitiva o pregiudizio cognitivo o ancora bias cognitivo sono dei termini generici che si riferiscono a modalità sistematiche in cui il contesto e l’inquadramento delle informazioni influenzano il giudizio e il processo decisionale dell’ individuo. Esistono molti tipi di pregiudizi cognitivi che influenzano gli individui in modo diverso, ma la loro caratteristica comune è che conducono a un giudizio e a un processo decisionale che si discosta dall’oggettività razionale.

Pregiudizi Cognitivi (La mente)

Pregiudizi Cognitivi (La mente)

I pregiudizi cognitivi non rappresentano sempre un qualcosa di negativo, anzi rendono, in molti casi, il nostro pensiero e il nostro processo decisionale più veloce ed efficiente, in modo da non fermarsi tutte le volte a considerare l’interezza delle informazioni disponibili. In alcuni casi, tuttavia, i bias cognitivi possono portare a errori esattamente per lo stesso motivo.

I ricercatori Daniel Kahneman e Amos Tversky hanno condotto una serie di studi sulla distorsione cognitiva e hanno scoperto che inquadrare informazioni identiche in modo diverso (cioè presentare le stesse informazioni in modo diverso) può portare a decisioni paradossalmente opposte. Questi meccanismi sono ampiamente  sfruttati dai pubblicitari, dai politici, dai social per far valutare in un senso o nell’altro i clienti o elettori o utenti, a seconda dei casi.

Un esempio è il bias di conferma, in cui tendiamo a favorire le informazioni che rinforzano o confermano le nostre convinzioni preesistenti. Ad esempio, se crediamo che gli aerei siano pericolosi, sentire una paio di notizie su incidenti aerei fa si che tenderemo a ricordare questi avvenimenti tragici, piuttosto che pensare ai milioni di voli sicuri e conclusisi con successo. Altri di questi pregiudizi sono legati alla memoria. Il modo in cui ci ricordiamo un evento può essere distorto per varie ragioni e sulla base di questo ricordo distorto possiamo fare pensieri e prendere decisioni in modo erroneo. Ma li vedremo poco più avanti.

Quali sono le cause dei pregiudizi cognitivi?

Innanzi tutto una causa acclarata sembrerebbe essere la necessità, da parte dell’individuo, di semplificare e velocizzare le decisioni da prendere, senza dover valutare ogni volta tutte le opzioni. Si tratta di automatismi che evidentemente hanno funzionato nei millenni, essendosi evoluti e non estinti con l’uomo stesso. Usare i bias cognitivi ci ha probabilmente permesso di salvarci, scappando appena visto un leone, senza dover pensare a cosa fare; oppure se stiamo camminando in un vicolo buio e vediamo un’ombra scura che sembra seguirci, un pregiudizio cognitivo potrebbe portarci a supporre che ci sia un rapinatore e che dobbiamo uscire dal vicolo il più rapidamente possibile.

A causa della pura complessità del mondo che ci circonda e della notevole quantità di informazioni dell’ambiente, a volte è necessario fare affidamento su alcune scorciatoie mentali, euristiche che ci consentono di agire rapidamente. Tuttavia, anche se i bias cognitivi possono portare a risultati sorprendentemente precisi, possono anche portare, come detto, a errori nel pensiero. Anche le pressioni sociali, le motivazioni individuali, le emozioni e i limiti della capacità della mente di elaborare le informazioni possono contribuire a questi pregiudizi.

Alcuni dei pregiudizi cognitivi frequenti che ci portano all’errore

Pregiudizio di conferma: si tratta di favorire informazioni conformi alle nostre convinzioni che già abbiamo. Il pregiudizio di conferma si basa sul fatto che generalmente tendiamo a dare un peso maggiore alle informazioni che confermano le nostre convinzioni. Un esempio di questa tipologia di persone sono i sostenitori di partiti politici o di coloro che seguono diete particolari (i vegani, ad esempio): tendono a dare maggiore rilevanza alle sole informazioni in grado di confermare la loro tesi iniziale, senza dare ascolto ad altre “campane”. Proprio per questo, anche la ricerca di informazioni online può essere affetta da tale bias: tra le centinaia di notizie o articoli, cercheremo e daremo valore solo a quelli concordi alla nostra idea di partenza.

Pregiudizio di conferma

Pregiudizio di conferma

Pregiudizio “col senno di poi”: è un comune pregiudizio cognitivo che implica la tendenza delle persone a vedere gli eventi, anche casuali, più prevedibili di quanto non siano in realtà. Questa tendenza a guardare indietro agli eventi e credere che “lo sapevo da sempre” è sorprendentemente comune. Ad esempio, dopo gli esami, gli studenti spesso, ripensando alle domande, pensano “Certo! La sapevo! ”. Il pregiudizio col senno di poi si verifica per una combinazione di ragioni, tra cui la nostra capacità di “non ricordare” le previsioni precedenti, la nostra tendenza a vedere gli eventi come inevitabili e la nostra tendenza a credere che avremmo potuto prevedere determinati eventi.

Disponibilità euristica: stiamo dando un valore maggiore alle prime informazioni che ci passano per la testa. In questo caso, diamo maggiore credito ad alcune informazioni e tendiamo a sopravvalutare la probabilità che cose simili accadano in futuro. Ad esempio, dopo aver visto o sentito diverse notizie di furti d’auto nel nostro quartiere, potremmo iniziare a credere che tali crimini siano più comuni rispetto a quanto non lo siano in realtà. Questa tendenza a stimare la probabilità che accada qualcosa in base a quanti esempi ci vengono immediatamente in mente è nota come euristica della disponibilità. È essenzialmente una scorciatoia mentale progettata per farci risparmiare tempo quando stiamo cercando di determinare il rischio.

Pregiudizio dell’ottimismo: è un altro pregiudizio cognitivo che ha le sue radici nella disponibilità euristica. In sostanza, tendiamo ad essere troppo ottimisti a nostro favore. Sopravvalutiamo la probabilità che ci succedano buone cose mentre sottostimiamo la probabilità che eventi negativi possano avere un impatto sulla nostra vita. Partiamo dal presupposto che eventi come il divorzio, la perdita del lavoro, la malattia e la morte accadano ad altre persone. Questo pregiudizio può portare le persone ad assumersi rischi per la salute come fumare, mangiare male o non indossare la cintura di sicurezza. La cattiva notizia è che la ricerca ha scoperto che questo bias di ottimismo è incredibilmente difficile da ridurre.

Pregiudizio dell'ottimismo

Pregiudizio dell’ottimismo

Pregiudizio egoistico o della distorsione personale: è un bias cognitivo che distorce il nostro pensiero: fondamentalmente, tendiamo a riconoscerci meriti, ma diamo la colpa dei fallimenti a cause esterne. Quando svolgiamo bene un compito, probabilmente pensiamo che ciò sia successo perché abbiamo lavorato duramente. Ma quando le cose vanno male, è più probabile che diamo la colpa sia a circostanze varie o alla sfortuna. Ad esempio, quando vinciamo una mano di poker, ciò è dovuto alla nostra abilità nel capire gli altri giocatori ed aver ragionato correttamente sulle probabilità, mentre quando la perdiamo, ciò è dovuto a una mano scarsa. Questo pregiudizio svolge tuttavia un ruolo importante: aiuta a proteggere la nostra autostima. Spesso però può anche portare a attribuzioni errate, come incolpare gli altri per i nostri difetti.

Pregiudizio egoistico

Pregiudizio egoistico

Effetto alone: la nostra impressione generale di una persona influenza il modo in cui ci sentiamo e il modo di immaginare le sue caratteristiche. Ciò vale soprattutto per l’attrattiva fisica che influenza il modo in cui valutiamo le altre qualità della persona in oggetto. Ad esempio, i ricercatori hanno scoperto che gli studenti tendono a valutare gli insegnanti di bell’aspetto più intelligenti, più gentili e più divertenti degli insegnanti meno attraenti. Questo pregiudizio cognitivo può avere un forte impatto nel mondo reale. Anche i candidati politici che percepiamo come attraenti e simpatici sono anche più suscettibili di essere considerati competenti, intelligenti e qualificati per il compito cui sono chiamati. Conosciuto anche come “stereotipo di attrattiva fisica“, questo bias viene usato per influenzare gli altri quasi ogni giorno: ad esempio lo spot di un prodotto commercializzato in TV da una donna ben vestita, ben curata e sicura rispetto a una donna mal vestita e che borbotta.

Effetto di disinformazione: la nostra memoria di eventi particolari tende ad essere fortemente influenzata da avvenimenti accaduti dopo l’evento stesso. Una persona che assiste a un incidente d’auto o a un crimine potrebbe credere che il loro ricordo sia cristallino, ma i ricercatori hanno scoperto che la memoria è sorprendentemente suscettibile a influenze anche molto sottili. In un classico esperimento della studiosa della memoria Elizabeth Loftus, alle persone cui era stato fatto vedere il video di un incidente d’auto sono state poste a distanza di tempo delle domande simili, ma leggermente diverse: “Quanto erano veloci le auto quando si sono urtate?” oppure “Quanto sono state veloci le auto quando si sono schiantati l’una contro l’altra?” I ricercatori scoprirono che questo piccolo cambiamento nel modo in cui venivano poste le domande portava i partecipanti a ricordare cose a cui non avevano effettivamente assistito.

Effetto di disinformazione

Effetto di disinformazione

Distorsione dell’attenzione: questa è la tendenza a prestare attenzione ad alcune cose ignorandone contemporaneamente altre. Quando si decide quale auto acquistare, è possibile che si presti attenzione all’aspetto, interno ed esteriore, ma che si ignori completamente il fattore sicurezza o dei consumi.

Distorsione da attore-osservatore: rappresenta la tendenza ad attribuire le proprie azioni a cause esterne, mentre si attribuiscono comportamenti altrui a cause interne. Ad esempio, attribuiamo il nostro livello di colesterolo alto alla genetica, mentre gli altri ce l’hanno elevato a causa della loro cattiva alimentazione e mancanza di esercizio fisico. Ci potremmo lamentare di non aver superato un esame perché il docente ha posto troppe domande a trabocchetto, mentre un collega ha rovinato una presentazione importante perché è pigro e incompetente e cosi via…

Tendenza all’ancoraggio: è la tendenza a fare troppo affidamento sulla prima informazione che impariamo. Se, ad esempio, impariamo che il prezzo medio di un’auto è un certo valore, penseremo che qualsiasi importo inferiore sia un buon affare, senza cercare offerte migliori. Tendiamo anche ad essere eccessivamente influenzati dalla prima informazione che sentiamo, un fenomeno indicato anche come distorsione di ancoraggio o effetto ancoraggio. Ad esempio, il primo prezzo espresso durante una trattativa di acquisto diventa, in genere, il punto di ancoraggio da cui si basano tutte le ulteriori negoziazioni. Lo stesso può accadere quando si deve trattare il compenso per un lavoro svolto. I ricercatori hanno anche scoperto scegliere un numero completamente casuale può influenzare le risposte a domande non correlate, come ad esempio quanti paesi ci sono in Africa. Anche i medici possono diventare sensibili al pregiudizio all’ancoraggio durante la diagnosi dei pazienti. Le prime impressioni del medico sul paziente spesso creano un punto di ancoraggio che a volte può influenzare in modo errato tutte le successive valutazioni diagnostiche.

Effetto del falso consenso: in questo caso le persone hanno anche una tendenza sorprendente a sopravvalutare il modo in cui le altre persone concordano con le proprie convinzioni, comportamenti, atteggiamenti e valori. Questo può portare le persone non solo a pensare erroneamente che tutti gli altri siano d’accordo con loro, ma a volte può portarle a sopravvalutare le proprie opinioni. I ricercatori ritengono che l’effetto del falso consenso si verifichi per una serie di ragioni. In primo luogo, le persone che trascorrono la maggior parte del tempo con la famiglia e gli amici, spesso tendono a condividere opinioni e le credenze molto simili. Per questo motivo, iniziamo a pensare che questo modo di pensare sia l’opinione della maggioranza anche quando siamo con persone che non fanno parte del nostro gruppo di familiari e amici. Un altro motivo chiave per cui questo pregiudizio cognitivo ci fa sbagliare così facilmente è che credere che le altre persone siano proprio come noi fa bene alla nostra autostima. Ci permette di sentirci “normali” e di mantenere una visione positiva di noi stessi rispetto alle altre persone.

Pregiudizi cognitivi: Effetto del falso consenso

Pregiudizi cognitivi: Effetto del falso consenso

Fermo funzionale: è la tendenza a vedere gli oggetti come funzionanti solo in un modo particolare. Ad esempio, se non abbiamo un martello, non consideriamo mai la possibilità di usare una chiave inglese per attaccare un chiodo al muro. Questo bias potrebbe estendersi anche alle funzioni espletabili delle persone.

Effetto Dunning-Kruger: rappresenta la tendenza delle persone a reputarsi più intelligenti e più capaci di quanto non siano realmente, tanto quanto non sono in grado di riconoscere la loro incompetenza. Una nota goliardica: da qualche anno gira su internet anche l’effetto Gundam o meglio sindrome di Gundam, che ne sarebbe una versione particolare, applicata al campo della robotica amatoriale o del fai da te in generale.

Nota sulla differenza tra pregiudizio cognitivo ed errore logico

Le persone a volte confondono i pregiudizi cognitivi con gli errori logici, ma i due non sono la stessa cosa. Un errore logico deriva da un errore in un argomento logico, mentre un pregiudizio cognitivo è radicato negli errori di elaborazione del pensiero spesso derivanti da problemi riguardanti memoria, attenzione, attribuzione e altri errori di ragionamento.

Note finali

I pregiudizi cognitivi sono comuni e influenzano gran parte dei nostri pensieri e, in definitiva, il processo decisionale. Molti di questi pregiudizi sono inevitabili. Semplicemente non abbiamo il tempo di valutare ogni pensiero e ogni decisione, per vedere se sono affetti da pregiudizi. Tuttavia essere a conoscenza della loro esistenza  è molto utile per capire come possono condurci a decisioni sbagliate nella vita. Ovviamente ne esistono molti altri che illustreremo prossimamente.

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